Per un pozzo d'acqua in Africa                                                                                                                                      

 EDUCARE ALL'ACQUA 

 

 

NOI E L’ACQUA

Noi e l'acqua
di Giuseppe Villani

L'acqua non è infinita.
L'acqua non è un bene illimitato.
L'acqua è un bene prezioso, facciamone buon uso.
Guida ad un uso corretto e razionale dell'acqua.
Sono solo alcuni degli slogan fatti propri dalle varie organizzazioni preposte alla distribuzione dell'acqua potabile in Italia.
In Italia! Dove, salvo alcune zone a particolare conformazione orografica e salvo alcune disfunzioni, l'acqua nel complesso c'è e non costituisce un problema di sopravvivenza dell'uomo e delle sue attività.
Il fatto è che l'acqua costa o, meglio, costa non poco la sua integrale gestione nelle condizioni e con i vincoli che la nostra cultura e la nostra civiltà ci hanno portato a richiedere.
Nessuno o quasi va più a prendere l'acqua alla più vicina (o lontana) fontanella pubblica, come ancora avviene in buona parte dell'Africa; nessuno o quasi nessuno si fa la doccia con una ciotola d'acqua raccolta al più vicino (o lontano) corso d'acqua, come ancora avviene in India.
Ma l'acqua che sgorga facile dai nostri comodi rubinetti di casa è già passata attraverso alcune non semplici fasi di intervento industriale: la captazione, il trattamento di potabilizzazione, il continuo controllo di qualità, lo scorrimento attraverso una capillare rete di distribuzione che parte dal luogo di captazione e che, per successive molteplici ramificazioni, arriva proprio fino a noi, fino alla moltitudine di luoghi dove viviamo, dove lavoriamo, dove passiamo il nostro tempo libero.
E non è finita, perché dopo l'uso l'acqua va restituita all'ambiente da cui proviene e anche questa operazione passa, oggi come oggi, da una serie di ulteriori interventi di tipo industriale: la realizzazione di corrette reti fognarie, la costruzione e la gestione di impianti di depurazione, la canalizzazione finale dell'acqua depurata verso il più opportuno "corpo idrico", lago o fiume che sia.
Tutto questo porta l'acqua o meglio il "servizio acqua" ad avere un costo non indifferente, costo diverso da luogo a luogo, non in funzione della disponibilità o della scarsità d'acqua, come potrebbero suggerire le normali leggi economiche, ma in funzione della conformazione del territorio e della maggiore o minore facilità di portare l'acqua ai trattamenti necessari ed ai rubinetti delle nostre case.
E' a questo punto che l'acqua diviene un bene prezioso e che farne un uso corretto e contenuto costituisce un comportamento razionale e benemerito dal punto di vista civico, nonché opportuno da quello economico (leggi, bollette d'acqua più contenute...).
Siete del parere che ciò non sia facile?
Che l'abitudine e gli agi a cui siamo avvezzi rendano per lo meno difficile comportamenti non caratterizzati da spreco e disinteresse del problema? 
Quando fate una doccia prolungata, quando tenete aperto il rubinetto mentre vi fate la barba o vi lavate i denti, quando adoperate la canna per lavare l'auto o innaffiare l'orto, pensate puntati su di voi gli occhi di quel miliardo e più di esseri umani che hanno oggettivi problemi di disponibilità d'acqua.
Di più, quando aprite il rubinetto all'interno di un albergo a quattro stelle durante uno splendido viaggio turistico in Africa, in Medio Oriente o in Sud America, pensate puntati su di voi gli occhi di quei ragazzi che attorno a voi sono incaricati dalle loro famiglie a macinare chilometri per arrivare al punto di distribuzione dell'acqua: converrete allora necessariamente che l'acqua è un bene prezioso e che occorre farne buon uso.

Giuseppe Villani
Nato a Bologna nel 1936 ed ivi vissuto sino all'età di 8 anni. Trascinato a Como nel 1944 dagli eventi bellici degli ultimi sei mesi di guerra e radicato da allora sul Lario. Ha moglie, 4 figli e 7 nipoti. Trascorsi gli anni scolastici al Collegio Gallio, al Plinio II dei primi anni '50 ed infine all'Università Cattolica di Milano, laurea in Economia e Commercio conseguita nell'anno accademico 1959-60. Prime esperienze di lavoro in banca e nella programmazione della produzione di azienda industriale tessile, per poi dedicarsi in via permanente al settore amministrativo-contabile-fiscale, affrontato nel 1967 e lasciato solo nel 1996 per pensionamento. Assessore dal 1994 al 2002 dell'Amministrazione Comunale di Como nella giunta presieduta dal Sindaco Alberto Botta. Incarichi ricoperti: Personale, Ecologia, Aziende e Partecipazioni Economiche, Pace & Gemellaggi, Cultura.
Dal 30 aprile 2002 Presidente del Consiglio di Amministrazione della ACSM S.p.A di Como, società che direttamente o per il tramite di partecipate eroga, a favore del Comune di Como e di alcuni Comuni del circondario, acqua, gas, calore e servizi ambientali. 

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