Per un pozzo d'acqua in Africa                                                                                                                                      

 MITI D'ACQUA
 

 

 

ACQUA
DI ANDREA GHEDINA
www.andreaghedina.com

Introduzione
L'acqua è uno degli elementi fondamentali per la vita umana, animale, vegetale e minerale. 

Il pianeta Terra è costituito in gran parte da acqua allo stato liquido - oceani, mari, laghi, fiumi, canali, pioggia... - in altra buona parte da acqua allo stato solido - ghiacci - e in un'altra parte da acqua in sospensione - nubi .L'uomo contiene nella sua struttura fisica dal 65 al 75% di acqua, legata ad altre sostanze organiche.
Ora, mi domando, quale è il motivo secondo il quale, l'acqua, ed liquidi più in generale, vengono così poco studiati nel corpo umano ai fini della cura dello stesso?
Forse perché il modello biomeccanico del corpo, che tiene unicamente conto della fisica applicata alla meccanica delle articolazioni e alle diverse leve disponibili, è più definibile ed afferrabile?
Ma esiste anche una fisica applicata ai liquidi che si chiama idraulica.... No, non credo sia questo il motivo, per lo meno non l'unico. E' che l'acqua ci sa tanto di inafferrabile di non "manipolabile", in quanto sfuggente alla presa ed anche all'idea di raggiungerla, di fermarla. Infatti l'acqua non può essere fermata e se rallenta il suo corso all'interno di una qualche parte dell'organismo, questo diviene terreno per disagi di vario genere e nel tempo di possibili malattie vere e proprie.
Così l'osteopata deve imparare a convivere con questa acqua facendo finta, quasi che viva in un mondo parallelo a quello della terapia; si sa che è lì, ma non ci si addentra più di tanto nel suo regno, non conoscendone le liquide porte di entrata e di uscita, se mai ve ne sono. Un peccato, un vero peccato. Un peccato esistenziale, giacché l'acqua, è alla base di tutta la vita.
Si dirà che con le mani è difficile lavorare per influenzare l'attività dei liquidi dell'organismo, ma l'osteopata non può non ricordarsi che uno degli assunti base dell'osteopatia, enunciato dal suo fondatore, A. T. Still, è:"La regola dell'arteria è suprema". Vale a dire che l'inventore dell'osteopatia, fin dall'inizio, aveva capito l'importanza di liberare il letto arterioso da possibili restrizioni a carico di altri tessuti, affinchè il sangue potesse circolare libero il più possibile, per compiere il suo lavoro. Come mai allora questa parte dell'osteopatia è per così dire di nicchia? E che dire del meccanismo ritmico craniale o MRP (meccanismo di respirazione primaria), scoperto nei primi decenni del 1900 da W. Sutherland, allievo di Still? Che dire di questo meccanismo regolatore dell'equilibrio pressorio del liquido cefalo-rachidiano, che influenza attraverso il tessuto chiamato fascia, tutto l'organismo ed in particolare tutti i liquidi dell'organismo? Che dire dell'influenza che ritmo craniale e ritmo cardiaco assieme portano a tutto il corpo?
Domande, domande che si susseguono nell'incedere delle conseguenze che ognuna porta con sé. Conseguenze che partoriscono domande dietro altre domande e che alla fine, stanche di succedersi chiedono almeno una risposta soddisfacente. O almeno una riflessione sul tema. Almeno quella...

Osteopatia
In osteopatia, vi sono due approcci classici ai liquidi dell'organismo:

1. Il primo riguarda la liberazione delle arterie principali e palpabili, da possibili restrizioni nella loro libertà di azione a carico delle fasce a cui aderiscono e che collegano spesso settori muscolari e viscerali. 
Le arterie, sviluppandosi lungo gli arti, il tronco ed il cranio, spesso da superficiali si fanno profonde e viceversa, durante il loro decorso. Possono rimanere vittime di pressioni fastidiose al loro ottimale funzionamento dovute ad eccessive tensioni dei tessuti muscolari, dei visceri, e delle fasce che le imbrigliano e le fissano ad altri tessuti. Un aumento costante della pressione di un tessuto su di un determinato punto di un'arteria può creare un adattamento conseguente del sistema. A monte la pressione tenderà a salire e a valle a scendere. Il feedback conseguente potrebbe indurre, nei casi più importanti anche modificazioni del battito cardiaco, in particolare rispetto alla pressione sanguigna, con modifiche su tutto il sistema cardio-circolatorio. Quello che però non si nota immediatamente è che, se il deflusso del sangue non è corretto anche di poco, si inducono delle modificazioni locali che portano informazioni non ottimali sul rilascio delle sostanze contenute nel sangue arterioso e che vengono cedute ai tessuti attraverso arteriole sempre più capillari. Tra questi, primo tra tutti l'ossigeno. Le modificazioni, inducono a loro volta le venule capillari ad avere informazioni meno efficienti per la raccolta dei cataboliti attraverso il letto venoso. Questo avviene prima di tutto sui vasi di piccolissimo calibro, ponendo la basi per un relativo ristagno nei tessuti di sostanze che divengono tossiche se contenute con concentrazione superiore ad un certo livello. 
Il sistema nervoso autonomo è il modulatore neurologico del sistema arterioso per cui l'osteopata dovrà sempre tenere in conto il decorso dei principali nervi e gangli del sistema simpatico e dei relativi siti del sistema parasimpatico per la valutazione complessiva.

2. Il secondo riguarda il lavoro sul sistema dei liquidi intracranici modulati dai ritmi periodici lenti del cranio. Le ossa del cranio, di alcune parti della colonna vertebrale e del bacino, sotto la spinta della tensione della dura madre - parte esterna delle meningi - mostrano una evidente tendenza a variare i loro parametri funzionali - articolari, in funzione delle variazioni periodiche e costanti della pressione intracranica. Si verifica una specie di battito proveniente dal sistema nervoso centrale, pare, a partenza della zona del IV ventricolo cerebrale nei pressi dei plessi corioidei, senza peraltro evidenti certezze. Quale che sia il meccanismo neurofisiologico di produzione delle variazioni pressorie e costanti all'interno del cranio, della colonna vertebrale e dell'osso sacro, certo è che questo ritmo a carico del sistema nervoso centrale, esiste ed è valutabile non troppo difficilmente da mani allenate sulle superfici ossee descritte. Ma queste onde di sistole e le loro risacche di diastole si propagano ben oltre, arrivando a lambire ogni tessuto dal più profondo al più superficiale, dal più prossimale al più distale. Attraverso le fasce connettivali le onde lente del sistema dei liquidi intracranici si trasmettono a tutto l'organismo, diventando onde dei liquidi intra ed extra cellulari e onde di fondo nelle sistole e nelle diastole delle arterie e di tutto il sistema cardiaco.

Rispetto a questo livello di conoscenza, gli osteopati devono essere in grado di percepire alla palpazione là dove il ritmo craniale è ben percepibile e dove lo è meno ed in base a questi parametri ed ad altri fattori decidere di intervenire per fare in modo che questo ritmo di base di tutto l'organismo possa trovare un'espressione ottimale. 
E' mia personale opinione che questo meccanismo produttore di onde cicliche, sia il ritmo di fondo sul quale si fissano gli avvenimenti corporei a diversi livelli, compresi i ritmi cariaci e respiratori.
Ciò che ho scritto rappresenta in osteopatia, una parte di storia della stessa, ma soprattutto il terreno per lavorare e studiare a proposito del grande spazio che l'acqua ed I liquidi più in generale, lasciano a chi desidera approfondire ed avanzare in questa direzione.

Nuovi approcci
A proposito di direzioni convergenti in un bel "tuffo" nell'acqua....
Provo a portare alcune considerazioni scaturite dal fatto che il lavoro che porto con me è intimamente legato all'osteopatia quale veicolo facilitatore al risveglio della coscienza, a differenti livelli, ponendo la struttura del corpo come riferimento primo ed ultimo e lavorando su di questa, per tendere ad equilibri in sintonia con nuovi stati dell'essere.

Torno all'acqua come elemento base della vita sulla Terra. Credo che questo elemento sia fondamentale per comprendere alcune questioni attorno all'esistenza umana...
L'uomo come essere vivente, è vincolato alle sue proprie strutture fische per potersi esprimere. Ora, l'acqua cosa può suggerirci, per poter capire qualche cosa in più su noi stessi? Cosa ci affascina tanto di questo elemento e cosa ci inquieta altrettanto? 
In terapia, alcuni anni fa fece scalpore la ri-scoperta dell'omeopatia come medicina legata alla memoria dell'acqua. Le più diverse parti scientifiche si sbizzarrirono nel cercare di dimostrare che questa omeopatia non aveva basi scientifiche e che l'acqua non possiede la memoria di un bel niente. Come tutti potete vedere, nonostante gli sforzi nello screditare su più fronti questo approccio alla cura di sé, alla fine l'omeopatia è entrata nelle case della popolazione mondiale ed è entrata pure a gran voce nelle farmacie e negli stessi istituti farmaceutici che inizialmente l'avevano tanto avversata; ora proprio loro producono i farmaci omeopatici.
Questo esempio serve a spiegare la forza dell'acqua. E' un elemento che non passa per il modo di ragionare a cui siamo abituati. Possiamo anche non credere alla forza e alla capacità dell'acqua e sottovalutarla, ma viene un momento in cui le sue onde ci lambiscono le caviglie e se la sottovalutiamo ancora, allora siamo pronti ad esserne sommersi ... 
Così l'omeopatia, come fosse un fiume esondato nelle città e nelle campagne, è entrata nelle case della gente ed ha incominciato a lavorare sull'acqua contenuta nei loro corpi. Oggi è un fenomeno sociale accettato e diffuso capillarmente, proprio come l'acqua.
Questo esempio serve a spiegare come lavora l'acqua a livello della coscienza delle persone. Arriva, che la comprendi appieno o meno arriva, e che tu la possa accettare oppure no, è relativo. Arriva comunque.

Caratteristiche dell'acqua
La formula chimica dell'acqua H2O, la conosciamo bene, ma come è fatta l'acqua se potessimo vederla? 
Un signore giapponese, Masaru Emoto, ha messo appunto una metodologia per fotografare e filmare i cristalli dell'acqua. www.masaru-emoto.net 
Ha condotto degli esperimenti dando delle informazioni all'acqua attraverso onde sonore di diverso genere e ha potuto osservare che la geometria dell'acqua variava a seconda dell'informazione data. Le ricerche sono state effettuate attraverso musiche, parole e pensieri. Una parola di unione, d'amore ecc. produce conformazioni cristalline armoniche tendenti a rinforzare la simmetria. Una parola o un discorso, disgregante e distruttivo, tendono a portare l'orientamento cristallino in direzioni disomogenee, caotiche e disgreganti.

Guido Ferrari, dottore in scienze economiche e sociali, autore di numerose interviste televisive con personaggi del calibro del Dalai Lama, Karl Popper, Erich Fromm, Marie Luise fon Franz ed altri, oggi giornalista free lance, ha intervistato Masaru Emoto ed ha prodotto l'intervista dal titolo "Cristalli d'acqua" ed il documentario "Acqua Viva", pubblicata dalla televisione Svizzera italiana nel 2003. Presso Macro Edizioni è uscito reecentemente un DVD dell'autore, che relaziona la mente e la meditazione (Matthieu Ricard L'uomo più felice del mondo), un DVD sui rapporti tra Cina e Tibet (Tibet: quale futuro? Breizproduction), quattro DVD sul taoismo girati inCina.
E' prevista l'uscita, proprio in questi giorni del DVD "Masaru Emoto: La coscienza dell'acqua" MacroVideo, 3 ore con intervista esclusiva. Guido Ferrari ha avuto il piacere di fare questa intervista esclusiva. A suo dire, pare una specie di testamento di Emoto. Il maggiore spazio del DVD è dedicato al seminario che Emoto ha tenuto recentemente a Trieste: un bel documento.

Tratto da una sua intervista:

"-Quale è la spiegazione che Emoto dà alle sue osservazioni sui cristalli d'acqua? "Tutto nella natura è energia, è vibrazione"- dice Emoto. "Questa vibrazione è presente in ogni cosa e dunque anche nell'acqua. È presente anche in noi, nell'acqua di cui siamo composti. Se si fa gelare l'acqua la vibrazione appare sottoforma di cristallo. Dunque il cristallo è in un certo senso la fotografia della vibrazione. Il cristallo d'acqua è fondamentalmente un esagono. Se l'acqua è piena di vita, cioè di energia, il cristallo è bello, armonioso, sembra un fiore perché esprime equilibrio. Se invece c'è poca vita, poca armonia il cristallo è brutto o addirittura non si forma. Le fotografie dei cristalli d'acqua ci permettono dunque di osservare a occhio la vitalità dell'acqua. È affascinante osservare i cristalli quando si formano, capire che la vita è bellezza e armonia. Spesso dimentichiamo che siamo in contatto con ogni cosa. Dobbiamo ricordarci che noi riceviamo armonia e che possiamo donarla, ma che possiamo anche ricevere e dare disarmonia".
E come avviene il passaggio di armonia e di disarmonia? Emoto ricorda che tutto è vibrazione e che se rientriamo in risonanza come un diapason riceviamo la vibrazione positiva o negativa. Anche la voce è vibrazione: le diverse tonalità, le ottave, ci trasmettono emozioni. Ciò vale in ogni forma della natura. L'acqua mantiene le informazioni: in questo senso si può dire che essa abbia una memoria.- http://www.manuelrumi.org/cristalli.htm
Osservando le fotografie dell'acqua proposte da Emoto non ho potuto che sorridere con piacere nel constatare che la geometria dell'acqua è quella del numero sei - 6. 
Cosa vuol dire tutto questo?
Secondo antiche tradizioni spirituali, sparse un pò in tutto il mondo, esistono dei centri di energia, lungo la linea mediana del corpo, legati agli stati di coscienza possibili nell'essere umano. Sono centri non palpabili sul corpo fisico se non da persone capaci di mettersi in  sintonia a livello energetico con I centri stessi. 
Il numero sei è legato, secondo le antiche tradizioni spirituali al secondo centro rotante di energia, posto al limite tra la parte superiore del pube e l'inizio della parte bassa dell'addome. Corrisponde all'elemento acqua ed è associato alla sessualità. Non ha una sede nel corpo fisico vero e proprio e tuttavia non si può non osservare come corrisponda esattamente alla zona del corpo occupata dalla vescica urinaria. Se prendiamo in considerazione l'apparato urinario, si osserva come i reni, la vescica e gli organi sessuali, siano luoghi di grande presenza di elementi liquidi e fondamentali per la regolazione degli stessi. Quando ho osservato l'acqua fotografata nella sua microstruttura da Emoto, ho capito. Ha portato alla luce con strumenti moderni ciò che era andato perduto o che era rimasto appannaggio di poche persone, più legate alla spiritualità che alla materialità. 

Così osservando il lavoro di Emoto ho intuito la chiusura del cerchio, in cui materia e spirito tendono di nuovo ad essere uniti. 

Ma allora, se la struttura dei cristalli d'acqua è la stessa della geometria insita nel cakra posto sopra al pube, conosciuto come secondo cakra, tutto questo a cosa ci porta ancora?
Il significato più importante a mio avviso, dal punto di vista della coscienza, è che questo centro di energia rotante, legato alla coscienza umana, porta con sé il livello emozionale. E' l'acqua, con la sua struttura legata al numero sei, che rende possibili le emozioni.
Ma se questo è vero e se siamo fatti di acqua per molto più del 50% del nostro corpo, allora non solo l'acqua rende possibili le 

emozioni. 
L'acqua le rende necessarie. 
Un essere umano incapace di accedere in maniera consapevole al piano emozionale è una persona mutilata della maggior parte di sè stessa in quanto a coscienza. Ma si sa, l'acqua comunque è presente e lavora, solo che lo fa a livello inconscio e spesso prepara onde più alte che prima o poi passano la barriera conscio - inconscio. Quando questo accade la sensazione è di essere travolti, inghiottiti, annegati. E' troppo tardi per comprendere intellettualmente ciò che non si è riusciti a vedere prima. Si soffre e basta, per situazioni a lungo covate nel grembo dell'inconsapevolezza. Come canali coperti dal cemento abbiamo arginato l'acqua alla nostra razionalità, per impedirle di emozionarci veramente, fino in fondo. Così l'acqua prima o poi arriva e spruzza la sua sostanza alla nostra faccia, portando emozioni in superficie che avevamo provato in tutti I modi a "tenere sotto". Quando è così soffriamo, producendo in questo modo emozioni. Lo scopo dell'elemento acqua è poter essere sostanza emozionale e ciò che percepiamo come piacevole o doloroso è legato alla maturazione della coscienza in generale, che a sua volta è vincolata 

alla la struttura del nostro corpo.

Conclusioni
Come accennato all'inizio, forse è presto per provare a dare delle risposte certe, ma per riflettere, per provare a capire non è mai troppo presto. 
Se l'uomo è essere d'acqua e di emozioni per sua natura intima, ontologica, quello che osservo in me stesso e nel mondo che mi circonda mi soddisfa?
Le emozioni che escono dal genere umano paiono legate ed una maturazione e ad una armonia della coscienza umana? 
La parte intellettiva dell'uomo è sufficientemente armonizzata e collegata a quella emotiva?
La prima e unica risposta che mi viene è che nell'essere umano esiste uno sfasamento tra la parte più emotiva, quella più intellettuale, e quella più squisitamente fisica. Le emozioni dovrebbero poter entrare in contatto relativamente ordinate con la parte più intellettuale della nostra fisiologia. Invece, tra la corteccia cerebrale, il sistema limbico ed il mesencefalo, parti del cervello di differente origine evolutiva, paiono esserci delle incongruenze funzionali. Come se in noi convivessero più esseri, uno capace di razionalizzare e comprendere intellettualmente, uno emozionale, capace di comprendere intellettualmente attraverso gli stati emotivi, ed infine, uno fisico, capace di comprendere bene , nel suo cervello, soprattutto gli stimoli di base del corpo, dell'accoppiamento, del territorio e poco altro. 
Forse è proprio l'elemento acqua, diffuso ovunque nell'organismo a poter portare armonia, alla parte più antica di noi, agli animali che giacciono in noi semi dormienti, ma pronti a divorarci se relegati nelle profonde cantine del nostro inconscio per troppo tempo. Le profonde ingiustizie presenti nel mondo non possono che farci riflettere sui corto circuiti che troppo spesso vengono messi in atto dagli uomini. Tendere ad uno sviluppo che cura la parte emozionale dell'essere umano è più che mai oggi necessario. 
L'intelligenza emotiva andrebbe valutata, testata e valorizzata a partire dalle scuole materne. Nelle scuole di grado superiore dovrebbero esistere vere e proprie materie legate allo sviluppo del sistema delle emozioni nell'uomo. Lo sviluppo armonico di questo, porterebbe ad una riduzione oltretutto dello sforzo per imparare cose nuove di tipo nozionistico, perchè l'utilizzo delle emozioni come motore di ricerca adeguato, ha una potenza incredibile. Il problema di fondo di questo approccio è che gran parte del mondo vive in virtù di continue manipolazioni intellettuali eseguite attraverso il sistema emozionale. 

Valorizzare quest’ultimo e renderlo più cosciente significherebbe fare un grosso passo verso la verità che ognuno desidera veramente e intimamente scoprire, su sé stesso ed il resto del mondo.

Come terapeuta non posso che portare la mia attenzione a te acqua, al tuo significato, biologico, fisico e metafisico, in modo da poter nuotare dolcemente cullato dalle tue onde, abbandonarmi a te, meditandoti, lasciandomi andare, divenendo il più possibile della tua stessa sostanza....
Luglio 2010

Dello stesso autore: "Meditare l'acqua" - agosto 2010
www.andreaghedina.com


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