Per un pozzo d'acqua in Africa                                                                                                                                     

 FAVOLE E 
 POESIE
D'ACQUA
G. Lorca - Mattino 
Federica Dato
Rosetta e Spiritello

 

 

La favola di Adù


MARIO RUMI

Da Manuel il mio Tuareg, di Mario Rumi.
Sceneggiatura del nostro spettacolo teatrale AMAN IMAN , L'ACQUA E' LA VITA.

Sceneggiatura dello spettacolo teatrale per le scuole elementari dedicato al tema dell'acqua come elemento primario per la vita "AMAN-IMAN, la favola di Adù".

* Questa notte ho sognato la giovane madre tuareg che ho conosciuto anni fa nella valle delle gazzelle, nel cuore del deserto del Sahara. Stava seduta, il busto eretto, sotto una tenda che aveva per tetto la cima del Garet el Djenoun , per finestra un cielo colmo di immobili stelle. Accanto a lei, avvolti nelle coperte colorate, stavano i suoi tre bimbi. All’improvviso uno di loro sollevò la testa e disse:
Madre nel cielo non sono ancora apparse le Pleiadi, "le sette figlie della notte"; mentre aspettiamo il loro arrivo ci racconti una storia?



* Certo, vi racconterò la storia di Adu, un vento che viene da lontano. Portò la mano sopra la croce che teneva al petto e cominciò:
…questa è la storia del vento che ogni giorno passa per il nostro accampamento, generato da Anna, la grande madre Atlantide e da Ermes, il Dio dei cammini. Appena staccatosi dal grembo materno, egli chiese ad Ermes: mostrami il cammino che debbo intraprendere.



Puoi andare dove vuoi, gli rispose. Scegli tu, lo spazio é infinito. E’ tutto tuo.
* Adu partì immediatamente e per giorni e giorni vagò libero nei cieli finché arrivò in un bellissimo luogo, ricco di vegetazione e pozzi d’acqua, abitato da gente serena, allegra, che lavorava cantando nei giardini o attorno alle capanne dei villaggi. Un vero paradiso terrestre! Adu rimase attonito per la meraviglia di quel posto e, per manifestare il suo stupore, soffiò così forte che il bel luogo sparì dalla terra.



Rimasero solo gli abitanti con gli abiti stracciati dal vento. Soli, in un deserto di sabbia senza pozzi d’acqua.
* Il Dio Ermes richiamò subito il figlio. Perché l’hai fatto?
* Per l’immensa gioia che ho provato a vedere quel meraviglioso posto, rispose Adu
Oh…figlio mio! Comprendo la tua gioia e ti perdono, ma siccome tu hai spogliato quel luogo, io sono costretto a spogliare, con il passare degli anni, tutto ciò che hai trovato lungo il tuo cammino.
…le praterie non cambieranno più l’abito al mutar della stagione, ma vestiranno il grigio saio della sterilità.
… le grandi montagne verranno erose dai tuoi fratelli e il loro ventre si svuoterà dalla rocce.
…i laghi si prosciugheranno e i fiumi scompariranno nelle viscere della terra per far spazio alla sabbia, alle pietre, alle ghiaie, ai sassi che formeranno il grande deserto del Sahara



… gli abitanti del Sahara non potranno mettere radici, ma vivranno come "Rose di Gerico", sospinti qua e là per il deserto alla ricerca dell’aman°, l’acqua della vita



Padre, disse Adu, grazie per avermi perdonato. Posso restare con i miei fratelli nella Grande Corrente e volare alto nei cieli ?
No, gli rispose il Dio Ermes.
… un giorno ti diedi la facoltà di scegliere liberamente il tuo cammino, ma tu non seguisti la grande corrente, preferisti andare libero per opposta direzione e così, d’ora in poi, seguiterai a fare. Con il passare degli anni tu vedrai il moltiplicarsi delle dune finché arriveranno a lambire i mari. Soltanto allora il "Grande Dio dei venti" muterà il corso della Grande Corrente e tu potrai riunirti ai tuoi fratelli. Ora va figliolo, va… Porta con te questa clessidra che ha per ampolle il sole e la luna. La sabbia vi scorre lenta come il passare del tempo, che nulla cambia al di fuori dei colori del giorno e della notte.
* Adu riprese il volo, in direzione opposta alla Grande Corrente, per la via che ben conosceva.
Le terre sotto di lui si trasformano in un mare crespato di sabbia dorata rotto qua e là da opache chiazze grigie di detriti e da quelle verdi delle oasi. I colori del suolo degradano pian piano fino a formare un tutt’uno con quelli del cielo e, il Sahara, diventa l’assoluto.
* La giovane madre, staccò la mano dal petto e con grande gestualità la passò la tra i riccioli neri dei suoi bambini. Il racconto era finito e, con esso, la celebrazione di un rito, come vuole la tradizione nomade.
Madre!….. – disse all’improvviso uno dei figli, - ma allora c’è speranza che un giorno gli Dei cambino il corso della Grande Corrente e che io possa raccogliere l’acqua dal ruscello e berla dal palmo della mia mano?


* Certo! – rispose la madre – quando le dune di sabbia lambiranno i mari, il "Grande Dio dei venti" muterà corso alla Grande Corrente, così Adu potrà raggiungere i suoi fratelli nei grandi cieli. Noi viviamo in questa speranza e perciò vi ho narrato questa storia…verrà un giorno in cui l’acqua cadrà dal cielo e non dovremo più cercarla nelle viscere della terra.
Sono apparse le Pleadi nel firmamento. Sono apparse le figlie della notte…le figlie della notte
* Le mani giunte alle labbra, invoca ora la madre gli Dei affinché portino tanta acqua nei sogni dei suoi figli.
Aman, Aman, Aman … sussurrano nel sonno i figli.
Aman, aman, aman … sussurrano nel sonno i figli, addormentati sotto una tenda, che ha per tetto la cima del Garet el Genun, per finestra un cielo colmo di immobili stelle.

LA PREGHIERA DEL NOMADE

Testo e fotografie di Mario Rumi



Ti ringrazio, o mio Dio, per avermi donato la forza e la saggezza di mio padre.



Ti ringrazio per l'acqua e il pane che doni alla mia famiglia.


Ti ringrazio, o mio Dio, perché proteggi il mio accampamento.




Ti ringrazio per l'amore della mia donna.




Ti ringrazio per le ore di letizia che trascorro assieme a lei.



Ti ringrazio, o mio Dio, per gli spazi infiniti che mi hai regalato.



Ti ringrazio, per avermi insegnato a leggere negli occhi delle stelle la strada che debbo percorrere.




Ti ringrazio, o mio Dio.



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