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Carlo
Zarinelli
“La strada
dei pozzi di Manuel”
E così dalla tua sete sono fiorite vite e rose in terre sconosciute Le nostre mani hanno la forza del coraggio scavano a fondo perché ritorni ancora un maggio Dalla tua camera versiamo acqua a quel mondo che non riesce nemmeno ad essere “secondo” le nostre unghie levigano la pietra la nostra anima la trafigge zampilla torna lieta Abbiamo occhi cuore provato quel che non si può definire in un deserto sogniamo fiori e ogni tanto prima di dormire insieme a Te li vediamo fiorire Garçia Lorca “Mattino”
La canzone dell’acqua é cosa eterna. E’ la linfa nascosta che fa vivere i campi. E’ sangue di poeti che persero l’anima sulle vie della Natura. Che armonia diffonde sgorgando dalla roccia! Si concede agli uomini con le sue dolci movenze. Il mattino è chiaro. I camini fumano e i fiumi sono braccia che diradano la nebbia. Ascoltate i romances dell’acqua tra i
pioppeti. Uccelli senza ali sperduti tra le erbe! Gli alberi che cantano ormai secchi si spezzano. Le montagne serene si mutano in pianure. Ma la canzone dell’acqua è cosa eterna. Essa è luce che si fa canto di romantiche illusioni. E’ sicura e dolce, piena di cielo e calma. E’ nebbia e rosa di un mattino eterno. Miele di luna che cola da nascoste stelle. Cos’è il battesimo santo se non Dio che si fa acqua e ci unge la fronte con il suo sangue di grazia? Per questo Gesù Cristo s’è confermato in lei. Per questo le stelle riposano sulle onde. Per questo madre Venere é nata nel suo seno, quando beviamo acqua. E’ l’amore che scorre così calmo e divino, è la vita del mondo la storia della sua anima. Essa porta via segreti dalle bocche degli uomini perché tutti la baciamo per spegnere la nostra sete. E’ un’arca di baci di bocche già chiuse, prigioniera eterna, sorella del cuore. Cristo ci ha detto: di tutti i dolori, di tutte le infamie. A chi, fratelli, confidar le nostre pene se non a lei che sale al cielo tra bianche fasce?>. La sola perfetta condizione é bere acqua, torniamo più bambini e più buoni; si rivestiranno così le nostre pene di ghirlande di rose e si perderanno gli occhi in regioni d’oro. Oh divina fortuna Che nessuno ignora! Acqua dolce ove tanti lavano lo spirito, nulla si può paragonare alle tue sante sponde se una profonda tristezza ci ha dato le sue ali. MAÑANA 7 de agosto de 1918 (Fuente Vaqueros, Granada) A FERNANDO MARCHESI Y la canción del agua es una cosa eterna. Es la savia entranãble que madura los campos. Es sangre de poetas que dejaron sus almas perderse en los senderos de la Naturaleza. ¡ Qué
armonías derrama al brotar de la peña ! Se abandona a los hombres con sus dulces cadencias. La mañana està clara. Los hogares humean, y son los humos brazos que levantan la niebla. ¡
Escuchad los romances del agua en las choperas Son pájaros sin alas perdidos entre hierbas ! Los árboles que cantan se tronchan y se secan. Y se tornan llanuras las montañas serenas. Mas la canción del agua es una cosa eterna. Ella es luz hecha canto de ilusiones románticas. Ella es firme y suave llena de cielo y mansa. Ella es niebla y es rosa de la eterna manãna. Miel de luna que fluye de estrellas enterradas. ¿ Qué es el santo bautismo, sino Dios hecho agua que nos unge las frentes con su sangre de gracia ? Por algo Jesucristo en ella confirmóse. Por algo las estrellas en sus ondas descansan. Por algo madre Venus en su seno engendróse, que amor de amor tomamos cuando bebemos agua. Es el amor que corre todo manso y divino, es la vida del mundo, la istoria de su alma. Ella lleva secretos de las bocas humanas, pues todos la besamos y la sed nos apaga. Es un arca de besos de bocas ya cerradas, es eterna cautiva, del corazón hermana. Cristo debió decirnos: de todas las infamias. ¿ A
quié mejor, hermanos, entregar nuestras ansias que a ella que sube al cielo en envolturas
blancas ?> No hay estrado perfecto como al tomar el agua, nos volvemos más miños y máa buenos : y pasan nuestras penas vestidas con rosadas guirnaldas. Y los ojos se pierden en regiones doradas. ¡ Oh fortuna divina por ninguno ignorada ! Agua dulce en que tantos sus espíritus lavan, no hay nada comparable con tus orillas santas si una tristeza honda nos ha dado sus alas. Per Mario (Rumi) Anni fa, è stato soltanto per telefono, ti ho conosciuto,complice il nostro cuore, la nostra subitanea intesa, Dal cielo il sorriso di Manuel ci ha unito,
il tuo tuareg, nell'intimo ho sentito chiaro il tuo profondo
impegno. Da
quel giorno, quando porto un bicchiere d'acqua fresca alla
bocca ogni volta vedo distese di sabbia dorata, abbaglianti dune adagiate pigramente sotto il
sole, impalpabili veli di sabbia mossi dal vento, drappeggiano la superficie tremule verdi palme nell'informale foschia di
un miraggio. Una decina
di donne in fila Le avvolgono colori accesi di stoffe grezze, camminano fiere, erette nel portamento, vere
Regine d'Africa procedono su un sentiero a noi invisibile.
Fatica, ma non tristezza, come rassegnate, perfino cantano e sorridono, il pozzo, l'acqua lontana, si sta
avvicinando,un passo dopo l'altro... inevitabile eterno rito, destino accettato...
Scende il refrigerio nella gola, ecco un "semplice" bicchiere
d'acqua, così ordinario, facile, insignificante... oggi dentro mi sento privilegiato oggi sento il valore di un sorso d'acqua
fresca, oggi ho avuto sete per la prima volta, il mio volto si gira verso l'alto, oggi potrò, subito e ancora sorridere alla
vita.
Ecco, oggi mi sento impegnato a far sorridere anche quel bimbo nero che tu mi stai
indicando: la pelle lucida e nera, lui piccola
personificazione della speranza vedo il sorriso bianco splendente della sua giovanissima mamma, fanciulla
anch'essa, armoniosa figura, agile, flessuosa, lo tira a sé lo circoscrive in un abbraccio splendono i suoi occhi limpidi nel cerchio d'amore della sua famiglia... oggi straordinariamente felice... adesso il pozzo è tanto più vicino... oggi forse i miei occhi sono appannati, la
vista confusa, non hanno l'abitudine al soffio di questa
aria calda... nel contorno incerto, non a fuoco, di quel
sorriso di luce ecco...vedo...è vero...il dolcissimo sorriso
di mamma Valentina Gaetano Manzoni Firenze, 20 aprile 2007 |
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Associazione
Manuel Rumi Onlus |
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