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TOBIA:
SCOPRIRE COSE NUOVE di
Mario Rumi LA STORIA DELL’ELEFANTE TOBIA Tobia
nasce nel 2008 a Milano, Alzaia Naviglio Grande n.4, nella bottega
del pittore Gregorio Mancino, inventore della Movimentart,
l’arte di dipingere in movimento e della Space Art, in
movimento senza gravità. Tobia, è un annaffiatoio
capovolto tutto colorato ed è
stato realizzato, in 50 copie numerate, da Gregorio Mancino, in
collaborazione con gli allievi della scuola edile E.S.P.E. di Como,
per raccogliere fondi a
favore di AMREF per realizzare in Kenya un pozzo d’acqua.
ALTRI
PERSONAGGI
Con
il passare del tempo, la mole di Tobia crea disagio agli abitanti
del Naviglio Grande e loro cercano di evitarlo il più possibile. Tobia
si sente emarginato da tutti. Solo
un merlo, di tanto in tanto, scende dal cielo a tenergli compagnia.
“Tu
sei nato qui a Milano grazie a un’opera buona fatta da
Gregorio.” disse Merlo a Tobia.” “Non
affliggerti, presto ti porterà con <l’aereo dei sogni> in
Kenya dai tuoi fratelli ed io sarò con voi.”
“Ho
paura, disse Tobia a Gregorio al momento del loro commiato, come farò
a vivere in questi spazi sconfinati senza smarrirmi?” “Semplice”
gli rispose il pittore. “Se
stai nel branco con i tuoi fratelli, non ti perderai mai.”
ALCUNI
ANNI DOPO IN KENYA Kajiado Kimana,
novembre 2008 Tobia,
come il solito, è solo, triste e annoiato. Trascorre
sdraiato le sue giornate sotto l’ombra di una pianta, non sopporta
più la monotonia del paesaggio che lo circonda, e sogna sempre di
recarsi in altri luoghi a scoprire cose nuove.
All’improvviso
entra in scena Merlo per rimproverare a Tobia di vivere in quello
stato. “Se
stai sdraiato tutto il giorno sotto quest’albero a sognare, non
potrai mai scoprire cose nuove e ritornerai a Milano a fare bella
mostra di te in un circo “Alzati
pigrone e vieni con me, ti farò da guida.” “Sbrigati,
dobbiamo prendere subito <l’aereo dei sogni> per
raggiungere Capo Nord.”
Entrato
nelle grotte Tobia, rimase stupefatto alla vista di quel magico
regno sotterraneo. Non aveva mai visto una cosa simile e ringraziò
Merlo per averlo condotto in quel posto.
Sbarcati
sull’isola, Tobia e Merlo per non farsi notare dai pirati,
cercarono riparo per la notte nel ventre di un vulcano.
Sul
far dell’alba, uscirono dal vulcano con gli abiti e i volti
sporchi di fuliggine. Fecero un giro esplorativo dell’isola, e per
paura dei soliti pirati, decisero di abbandonarla per recarsi
altrove a ripulirsi.
Il
secondo, nella laguna di Ganviè nel Benin in Africa.
Gli
altri, nelle acque dei grandi mari che circondano la terra.
Finite
le vacanze al mare andarono a scalare la più alta montagna
africana: il Kilimangiaro.
Tobia
raggiunta la vetta, e viste dall’alto le grandi distese del
Sahara, chiese a Merlo di poterlo visitare.
Tobia
uscì dal Sahara tutto frastornato. Non si sentiva più lui. Non
capisco cosa mi sia capitato chiese a Merlo.
“Ora
che possiedi nuove energie, e uno spirito diverso, sei pronto per
affrontare domani un viaggio difficile.” gli rispose Merlo.” Quella
notte, oltre la linea scura dell’orizzonte, sotto un cielo senza
stelle, Tobia vide illuminarsi le sagome di alti grattacieli. Certamente
domani Merlo mi porterà laggiù, sospirò felice, e cullato dalla
luna, si addormentò.
Tobia
aveva indovinato tutto e all’alba del nuovo giorno partì con
Merlo per visitare le grandi metropoli della terra e tutto ciò che
le circondano. Grattacieli
che toccano il cielo e nascondono le misere catapecchie che stanno
ai loro piedi.
Grandi
palazzi e misere bidonville, capanne
e tende, che commentano da sole le
differenze sociali esistenti ancora nell’anno 2011.
“Che
cosa stai guardando?” chiese Merlo a Tobia. “Osservo
com’è grande il cielo, e mi chiedo se è possibile visitarlo.”
“Io
non ho il brevetto di astronauta, però conosco Pappagallo, grande
esperto della Via Lattea, che può portarci lassù con il suo
<treno speciale>.”
Pappagallo
accettò la proposta, ma pose una condizione: “Prima dobbiamo
recarci nell’Uzbekistan a Samarcanda dal sommo Ulugbek per
consultare con lui il suo saggio <tabelle di stelle>, che
scrisse nel 1400, e che contiene le coordinate di 1018 stelle: la
migliore carta stradale dell’universo esistente ai giorni
nostri.”
Ovviamente,
Tobia e Merlo, accettarono con entusiasmo la proposta di Pappagallo,
e con lui partirono subito alla volta di Samarcanda.
Assunte tutte le informazioni
possibili da Ulugbek e acquistate le tute spaziali, i nostri tre
baldi astronauti partirono alla volta del regno dei cieli.
IL
GRANDE INCONTRO Dopo
tre anni di girovagare nello spazio i nostri astronauti, si
fermarono su un piccolo pianeta senza nome a riposare.
Per
fatale coincidenza, poco dopo, passò da quelle parti un veicolo
spaziale ZeroG proveniente da Cape Canaveral in Florida (U.S.A.) con
a bordo Gregorio. Il pittore, riconosciuto il gruppo dei suoi amici,
ordinò al pilota di posare il veicolo al suolo accanto al treno di
Pappagallo.
Tobia,
fu il primo a correre in contro a Gregorio per abbracciarlo forte
forte. e
chiedergli il motivo della sua venuta nello spazio. “Nulla
di particolare, mi mantengo in esercizio a pitturare
con l’assenza di gravità." rispose Gregorio. “Babbo,
come sei bravo!” gli disse Tobia. “Facciamo
una foto ricordo di noi quattro assieme?”. “Ok”
risposero all’unisono Gregorio, Merlo e Pappagallo. Pappagallo
prese la macchina fotografica e azionò l’autoscatto. Trenta
secondi dopo, i nostri amici, furono immortalati nella foto di
gruppo che Gregorio conserva, gelosamente appesa, nella sua bottega
sul Naviglio Grande, 4 a Milano. Ritornati
sulla terra, i nostri astronauti, sciolsero il gruppo dopo essersi
scambiati calorosi abbracci.
Merlo
e Tobia si recarono con <l’aereo dei sogni> in Kenya. Arrivati
in Kenya, Merlo fece atterrare l’aereo nelle vicinanze di un grande
albero che aveva a lungo osservato dall’alto.
“Perché
ci fermiamo in questo posto ?” chiese Tobia a Merlo.
“Questa
è la sede dell’Università della saggezza elefantina.”
“mi piacerebbe
farti assistere alle lezioni sull’eguaglianza e sulle guerre
che tiene il magnifico rettore Ugo ogni giovedì del mese, così
potrai arricchire il bagaglio delle tue esperienze fatte
durante questi viaggi.” Gli rispose Merlo
“Grazie
Merlo, accetto volentieri questa
tua proposta, e sono sicuro che farà felice anche il mio babbo
Gregorio.” CONFERENZA
PRESSO L’AULA MAGMA DELL’UNIVERSITA’ DELLA
SAGGEZZA ELEFANTINA SUL TEMA <UGUAGLIANZA> Tobia,
interviene citando come simboli i <girasole> e le
<zucche>. I
girasoli,
ho notato che il cerchio dei loro semi assomiglia alla Terra, e che
la corona di petali gialli, nella loro eguaglianza, rappresentano
gli abitanti della Terra.
Le
zucche,
tutte diverse tra loro per forma, colore e dimensione, hanno però
lo stesso cuore e lo stesso sangue, e ciò dimostra che talvolta gli
aspetti non sono uguali alle realtà. CONFERENZA
PRESSO L’AULA MAGMA DELL’UNIVERSITA’ DELLA
SAGGEZZA ELEFANTINA SUL TEMA DELLE GUERRE Tobia,
interviene citando le riflessioni fatte da Bob Marley e da Jim
Morrison sul tema delle guerre: Bob
Marley - “Finchè il
colore della pelle di ogni uomo varrà più del colore dei suoi
occhi, sarà guerra.”
Tobia,
completate le lezioni all’università, ringraziò il magnifico
rettore Ugo, e ritornò con Merlo al luogo da dove erano partiti
anni prima.
“Perché
hai scelto di ritornare in questo posto così vasto e solitario, non
ti piacevano i luoghi affollati e rumorosi?” chiese Merlo a Tobia
“Perché
è il posto più bello che ci sia sulla terra, e qui voglio vivere
per sempre.”, gli rispose Tobia. “Guarda
lassù tra i rami della mia pianta, c’è un nido speciale che ho
fatto costruire per te, chi trova un amico trova un tesoro, ed io
non voglio mai più separarmi da te.”
“Grazie.”
Gli disse Merlo con un sorriso grande come la circonferenza della
terra. ”Ora salgo nel mio nido a farmi una doccia, buona notte
amico mio.”
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